Fortana

La Fortana

Il Fortana del Taro ad Indicazione Geografica Tipica è un vitigno autoctono della Bassa Parmense, dove sembra venisse coltivato già dal 1400.
Agostino Gallo in un trattato del 1500 circa ne descrive le caratteristiche produttive ed organolettiche compatibili con l’arte culinaria della zona. Ancora nel 1600 è il TANARA ad occuparsi di una FORTANA che viene citata come la regina “delle uve negre per fare buon vino, sano, durevole e generoso”, proveniente dalle “più nobili plaghe viticole della Francia”.

È quindi logico pensare che questo vitigno che ha trovato nella Bassa Parmense il suo habitat naturale per un connubio di microclima e di terreno argilloso di medio impasto si sia via via moltiplicato fino a stabilirsi definitivamente in questa zona ricca di cultura culinaria ed enologica.

L’utilizzazione del nome FORTANA per molti autori potrebbe derivare dalla “forza” e vigoria del vitigno oltre che dalla sua naturale predisposizione a preferire terre forti ed argillose. Discreta produttività e pertanto un logico grado alcolico modesto, portano questo vino ad un perfetto matrimonio con i piatti tipici locali generalmente calorici e saporiti, quali salumi in genere, culatello ed in particolare spalla cotta di San Secondo. È ormai secolare la tradizionale FIERA SETTEMBRINA di SAN SECONDO della FORTANA e SPALLA COTTA.

Foglia di vite

Il Territorio

"Non venite da noi! La nostra è una terra brulla, umida, nebbiosa!" (S.P.)

Si mangia spesso, si beve molto, il profumo dei fiori confonde la mente e l'odore dell'erba tagliata penetra fino al cervello. Non venite, voi che non siete abituati, potreste spaventarvi. Sì è vero, a volte parlano bene di noi: dicono che il nostro vino è nettare degli dei, che i nostri salumi sono da considerarsi fra le migliori delizie del mondo, che non c'è niente di più bello che sedersi attorno ad un tavolo e sorseggiare Fortana insieme a pezzi di Torta Fritta e Culatello! E poi queste piante, questi filari che ricamano il paesaggio geometricamente in lontananza.

Non venite, date retta a noi, noi che siamo brava gente, vi avvertiamo: non siete abituati, non è una cosa di tutti i giorni. Sarà l'ardore della gente che abita da queste parti, sarà il vigore del territorio, sarà forse la nascosta presenza del Grande Fiume Po, che avvolge l'atmosfera rendendo tutto incantato e attutito: il silenzio dalle nostre parti ha un suono diverso e melodioso. È qui, nelle nostre cantine umide, che la nostra ricchezza cresce e si sviluppa, ma è roba da altri tempi, per spiriti avventurieri.

Se per caso passate da queste parti ricordate che noi non vi negheremo mai un buon bicchiere di vino, un pezzo di pane e una fetta di salume, tutto alla buona s'intende; ma ricordate, tutto ciò che inizia ha una fine, quindi quando sarà il tempo di lasciarci ve ne andrete con un nodo alla gola, con un senso di malinconia che porterete sempre nel cuore.

Se poi amate le nostre terre e l'avventura, procedete per le strade secondarie, le strade "basse", incontrerete paesaggi piacevoli e incantati, dove il tempo si è fermato: e non vi preoccupate, ci sarà sempre qualcuno che vi fornirà un'indicazione, forse in dialetto, forse non precisa, ma sempre con il sorriso sulle labbra.